martedì 3 marzo 2015

Ti regalo un libro


Nuovo mese, nuovi libri in regalo. Per chi non avesse letto il post dello scorso mese, la motivazione è che sono sommersa dai libri, presto prenderanno possesso definitivo della mia casa e, prima che mi schiaccino definitivamente, ho deciso di liberarmi di quelli che credo non leggerò più. Voglio regalarli a chi abbia voglia di dar loro una nuova casa e non far prendere loro troppa polvere. Quindi, se volete uno di questi due libri, lasciatemi un commento qui sotto e io ve li spedisco.

I libri di questo mese sono: La falsa pista di Henning Mankell e Il sostituto di David Nicholls. Il primo l'ho acquistato all'edicola della stazione, prima di un viaggio, in preda al panico perché m'ero scordata di ricaricare la batteria del Kindle. Non riesco ad affrontare un viaggio senza qualcosa da leggere e ho comperato quello che ho trovato in edicola. Non amo molto i gialli, tranne quelli del mio adorato Scerbanenco, ma questo ha una trama molto appassionante e mi è piaciuto molto. Il secondo l'ho comperato sull'onda della passione per Un giorno, un libro che ho divorato e che ho amato tanto, ma non si è rivelato all'altezza del primo. Non so, forse l'ho semplicemente letto in un momento sbagliato, oppure forse era il mio atteggiamento a non essere quello giusto. Comunque, se lo volete, è tutto vostro. Fatemelo sapere! 

venerdì 27 febbraio 2015

Una moglie a Parigi - Paula MacLain

Nata con un po' di esitazione e incertezza, la mia storia d'amore con il Kindle procede alla grande. Ormai abbiamo una relazione solida, felice, in cui i ruoli sono ben definiti. Il Kindle è per i libri che mi mettono curiosità, per le offerte, i romanzi, per placare la mia fame chimica di lettura senza appesantire i ripiani della libreria. I libri che continuo a comperare sono quelli dei miei scrittori del cuore, quelli di cucina, i fumetti, i classici e, soprattutto, i libri usati. Non riesco a resistere al fascino e al profumo di un libro vecchio e quello non cambierà mai. Detto questo, uno dei vantaggi più grandi dell'avere un Kindle è quello di avere una libreria a disposizione aperta a qualsiasi ora. Per me, che sono una da "tutto e subito", è una figata pazzesca. 


La sera prima di partire per Parigi, coricata nel letto ripensando alle cose che ancora dovevo mettere in valigia, ho deciso che dovevo anche avere un libro "in tema". Sono banale, volevo andare a Parigi e leggere un libro che parlasse di Parigi. Che ci volete fare, 'sto così, ci vuole pazienza e ormai lo sapete. Come già vi ho raccontato, Parigi per me è Ernest Hemingway. Potevo rileggermi qualcuno dei suoi libri, ma volevo qualcosa di decisamente più leggero e mi è venuto in mente questo libro che racconta della sua storia d'amore con la prima moglie, Hadley Richardson. Quindi a Parigi mi hanno fatto compagnia questi due giovani sposi, nel loro minuscolo appartamento vicino a Place de la Contrescarpe, con le loro sonore bevute, le difficoltà, la fame e amici del calibro di Francis Scott Fitzgerald. 


Paula MacLain, l'autrice del libro, si mette nei panni di Hadley Richardson e racconta la storia del suo incontro con Hemingway, nella Chicago del 1920. Hadley è una ragazza di provincia, timida e insicura. Hemingway è più giovane, un giornalista in erba con il desiderio di diventare un grande scrittore. Un giovane uomo tormentato e affascinante, pieno di ambizione e di vita. Hadley se ne innamora perdutamente e lascia la famiglia per sposarlo e seguirlo a Parigi, dove i due vivono in povertà, inseguendo il sogno di Hemingway di diventare un romanziere. Pur essendo una ragazza di provincia, Hadley si adegua subito alla vita bohemienne di Parigi e fa a gara con il marito a chi beve di più, in un felice stordimento di coppia. 


Ma tener testa a Hemingway non è così facile. La vita bohemienne e libertina di quell'epoca richiede una certa libertà di spirito, egoismo, somma indifferenza per i sentimenti altrui. E Hadley non è così. Diventata madre, la famiglia acquisisce un'importanza fondamentale per lei. Non riesce a partecipare con indifferenza alla vita dissoluta dell'epoca, non riesce ad accettare che il marito stia con altre donne, non riesce a sopportare un triangolo. Così lascia il posto a Pauline Pfeiffer, quella che diventerà la seconda moglie dello scrittore americano, che poi lascerà posto ad un altra, e via così.


Indipendentemente dal mio grande amore per il vecchio Ernest - lo scrittore, non l'uomo -, questo libro mi è piaciuto molto. Amo le storie d'amore, soprattutto quelle reali. Non so quanto questa sia stata romanzata (l'autrice dice di essersi basata su lettere e documenti originali), la vita sarà stata sicuramente meno affascinante del romanzo, ma se amate Parigi, gli anni '20, gli scrittori di quell'epoca, il libro Fiesta e le storie d'amore, vi consiglio questo libro. Amerete Hadley alla follia, rimarrete affascinate da Ernest, salvo poi odiarlo con tutto il vostro cuore. Vi perderete nelle strade della città francese, vi stordirete nei bar di Pamplona per la festa di San Firmin, vi scalderete al fuoco di una baita austriaca oppure al sole della Costa Azzurra, ascoltando la canzone preferita di Hadley. Questa qui. 


mercoledì 25 febbraio 2015

Mi piace quando Vero preme play

La mia adorata Vero se n'è andata in Canada, dove ha trovato ad attenderla freddo, neve e ancora freddo e credo ancora neve. Tutto questo non può che far venire un po' di malinconia e allora giù ad ascoltare musica e a scrivere. Noi siamo fortunati, perché escono fuori post come questo. Tanto presto arriverà la primavera, anche in Canada. Forse. 

Da quando sono approdata in Canada ho scritto davvero tanto. I miei amici conoscono la mia devozione nei confronti della parola scritta e hanno pensato bene di regalarmi un completo kit da corrispondenza. Per cui molto spesso mi ritrovo a scrivere lettere che poi restano sul mio comodino perché io scrivo molto ma le parole non arrivano quasi mai al destinatario.


Un mio amico mi ha chiesto di buttare giù il testo di una canzone dicendomi che questa mia nuova situazione potrebbe essere fonte di ispirazione ed io gli do ragione per cui sono giorni che penso a una canzone, alle rime, alle parole
Ascolto in continuazione pezzi su pezzi cercando di trovare ispirazione e quella che fino ad ora è stata la mia compagna è Cat Power.


Voce delicata e liriche appassionate, Cat Power è un’artista statunitense eclettica e stupefacente, capace di passare dal folk al blues, dal soul al rock, a me ha sempre fatto pensare ad una Tim Buckley al femminile.
Mi sono sempre detta che se fossi stata un’artista e avessi scelto l’ambito musicale sarei stata una Karen O o una Cat Power.


La canzone che ho scelto è “The greatest” e  fa parte della colonna sonora di Un Bacio Romantico, quel film che vede protagonisti una dolcissima Norah Jones innamorata di un affascinante Jude Law.
Questa è una di quelle canzoni che ascolto quando mi sento un po’ triste. Immaginatevi me, la neve che fuori scende lenta scandendo le ore tutte uguali, il tempo fermo e la giornata che volge verso la fine, i pensieri che si sommano ad altri pensieri mentre un autobus si ferma proprio davanti casa, scarica un paio di anime poi chiude le porte e riparte. 

Così per tutto il giorno e The greatest in loop. Per quanto ami Cat Power e questa canzone, spero comunque che questa neve si sciolga e che le parole escano fuori possibilmente in rima.


La playlist aggiornata la trovate qui

lunedì 23 febbraio 2015

A week of dreams #5

Le volpi, signori miei. L'ispirazione di questa settimana sono questi meravigliosi, ipnotici animali. Io li amo e ovviamente Katiuscia lo sapeva senza che io glielo dicessi. Buona lettura e buone ispirazioni!

Incontro Rossella quasi ogni mattina, sulla strada verso il lavoro. Lei mi guarda, io la cerco con gli occhi, è il nostro modo di salutarci, il nostro buon giorno. Rallento e, anche se guardinga, non scappa. Mi capita spesso di domandarmi come mi chiami lei...
Questa week of dreams #5, è dedicata a lei, alla sua furbizia ed alla sua eleganza!

venerdì 20 febbraio 2015

Wishlist del venerdì

Buonissimo venerdì, cari amici miei. Come state? Com'è andata la settimana? La mia è stata piuttosto piena, ma mi aspetta un weekend di totale relax, che vorrei passare tra il divano e la cucina, con piccole pause per portare fuori il cane e andare a bere una birra al bar. Piccoli desideri, grandi gioie. E ovviamente tanti sogni e la primavera che fa timidamente capolino. La sentite, no? Io sì e ne risente un po' anche la wishlist, ovviamente! 

1. Amanti di Wes Anderson, preparatevi a perdere un po' di bavetta. Nel caso non lo abbiate ancora saputo, è uscito un libro tutto dedicato a Grand Budapest Hotel, che raccoglie immagini, curiosità, retroscena, interviste e tutta la bellezza che si annida in ogni fotogramma di quel meraviglioso film. Ecco, io lo vorrei tanto. E già che ci sono, visto che sono qui e sto sognando insieme a voi, vorrei anche The Wes Anderson Collection, sempre ad opera di Matt Zoller Seitz, dedicato a tutti gli altri film di Anderson. La meraviglia, ecco. 


2. Se come me siete dipendenti da Instagram, probabilmente conoscerete già le collane di Moi Je Joue Lab, che su Ig trovate come Oljalou. Se invece non passate i momenti di pausa a scorrere meravigliose foto altrui sul telefono, come faccio io, è mio dovere informarvi dell'esistenza di questa ragazza che realizza favolose collane color pastello. In questo momento il negozio è chiuso, ma io sto spolverando la carta di credito in attesa di marzo, quando finalmente le collane saranno nuovamente disponibili. Il problema è solo uno: non so scegliere, le amo tutte




3. Come sapete ormai benissimo, visto che l'ho detto e ridetto, fino alla nausea, il mio sogno supremo sarebbe quello di vivere di rendita e passare il tempo a leggere libri, girare il mondo e frequentare corsi. Adoro imparare. Adoro ascoltare le lezioni. Adoro studiare. Molto più adesso di quando andavo a scuola, ovviamente. Se avessi tempo e risorse, credo frequenterei qualsiasi corso di laurea di tipo umanistico, qualsiasi scuola di specializzazione, ogni corso di formazione sulla faccia della terra. Solo per il gusto di farlo, che somma figata. Mi iscriverei al corso di Racconto e Romanzo della Scuola Holden, per esempio. Sicuramente seguirei il corso di Narrativa di Marco Lazzarotto per Zandegù. Non mi perderei nemmeno un evento di Accademia della Felicità, per dire. A proposito, lo sapete che a marzo ci sarà la settimana della felicità e Accademia organizzerà eventi gratuiti? Vivessi a Milano e non in questo posto dimenticato da Dio e dagli uomini, ci andrei di corsa. 


mercoledì 18 febbraio 2015

Fiori recisi - Sara Maggi


Avete presente quelle persone che vi piacciono a pelle? Quelle che magari non avete occasione di frequentare, ma delle quali vi basta una frase, una battuta, un modo di scherzare, per farvi dire che sì, si tratta proprio di una gran bella persona. Questo è quello che mi succede con Sara Maggi, una ragazza che conosco da tempo e che ho avuto modo di frequentare poco, ma della quale penso un gran bene da sempre. Quindi, quando ho saputo che aveva pubblicato il suo primo romanzo, mi sono precipitata ad acquistarlo. Il mio è stato un acquisto del cuore, dettato dall'affetto e dalla curiosità, senza sapere bene di cosa si trattasse. Mi sono bastate poche righe e bum, conquistata. Ho divorato il libro nel giro di due giorni, presa dalla forza della scrittura di Sara e dalla sua immensa bravura. 

Il romanzo racconta quattro storie parallele, tutte in qualche modo intrecciate tra loro. C'è la storia di Silvia, donna single di mezza età costretta ad accudire genitori poco amati, quella di Laura, collega di Silvia e succube del suo carattere forte e prepotente, poi c'è Agnese, diventata madre quando ormai non lo desiderava più e totalmente inadatta al suo nuovo ruolo e ci sono i signori Zaccone, una coppia senza figli che vive un matrimonio di facciata ma impossibile da rompere. E' difficile raccontare queste storie in poche frasi, perché ognuna di esse ha mille sfumature nascoste tra le righe, che si svelano nel corso della lettura. Il romanzo è ambientato a Savona, ma in realtà potrebbe essere collocato ovunque, in qualsiasi città di provincia chiusa e soffocante, in un piccolo paese o in una grande metropoli.

La forza di questo romanzo, secondo me, è la sincerità estrema, che mette a nudo i protagonisti, spogliandoli di tutti gli orpelli e le apparenze e mostrandoli per quello che sono, vittime di una solitudine infinita che li ha privati della linfa vitale. Si tratta di un romanzo crudo, forte, che strazia senza far versare una sola lacrima. Del resto, è impossibile solidarizzare con i personaggi, perché ognuno di loro - a suo modo - è crudele, arido, privo di sentimenti. Sono persone che non vorremmo essere, che non vorremmo frequentare, ma che con la loro sincerità ci chiedono conto dei nostri comportamenti. Più di una volta, leggendo il libro, mi son chiesta: "oddio, ma io ho mai pensato una cosa del genere?", scavando a fondo dentro di me. E' un libro che non fa sconti a nessuno e dal quale si esce sfiniti, ma con un'immensa voglia di abbracciare la persona che ci è accanto, dire ai nostri genitori che vogliamo loro bene, chiamare gli amici che non sentiamo da tempo e cercare di essere persone migliori, che vivono una vita piena. Perché, come dice Sara, le persone sole con il tempo si afflosciano, come fiori recisi lasciati a marcire in un vaso pieno di acqua sporca. 

lunedì 16 febbraio 2015

A week of dreams #4

Oggi Katiuscia ci regala una pioggia di colori e, diciamolo, ne avevamo davvero bisogno! Buon lunedì e che sia una settimana da favola!

Un fine settimana così grigio mi ha lasciato un immenso bisogno di colore e allegria. Mi son tuffata qui, tra queste illustrazioni gioise, piene, dai colori saturi. Helen Dardik è la protagonista assoluta di A week of dreams #4...buona settimana ragazze!