giovedì 18 dicembre 2014

I (miei) dischi del 2014

Del mio rapporto con la musica ne ho parlato fino alla nausea, vero? Che mi aiuta a vivere, che senza non potrei stare, blablabla, giusto? Perfetto, quindi lasciamo perdere l'introduzione e passiamo alla lista dei miei dischi del 2014. Io sono una appassionata adorante di musica, ma non sono un'esperta. Di robe tecniche ne so meno di Simona Ventura, per dire. Odio il termine "mi è arrivato", non sopporto Simona Ventura, ma mi serviva un esempio per farvi capire il mio rapporto con la musica. Di pancia, insomma. Mi innamoro di persone, atmosfere, ritmi, ma mai nella mia vita potrei permettermi di giudicare un disco o un cantante dal punto di vista tecnico. Quindi questa, come ogni altra cosa in questo blog, è una lista del cuore

Musicalmente, come in molti altri campi, mi nutro di passioni. Mi innamoro intensamente e, nel periodo dell'innamoramento, non ascolto altro. Quando scopro un disco, un gruppo che non conoscevo, una canzone speciale, quello diventa la mia colonna sonora almeno per qualche mese. Se poi è amore vero, rimane e entra a far parte dei miei preferiti, altrimenti passa e amici come prima. Questa è la lista dei miei amori veri del 2014 (che non sono per forza dischi del 2014, io arrivo sempre un po' in ritardo sulle cose, si sa). 

Of Monsters and Men - My head in an animal. Questo è uno degli album più belli che io abbia ascoltato negli ultimi anni, senza ombra di dubbio. Il singolo Little Talks si è sentito in radio fino alla nausea, ma non mi era mai venuta voglia di saperne di più finché un giorno, su YouTube, ho visto il video qui sotto. Colpo di fulmine, come spesso mi succede. Per tutta la primavera di quest'anno, non ho fatto altro che ascoltare questo album. Mentre cucinavo torte il sabato mattina, in macchina, in cuffia in giro. Per me quest'album ha il sapore del primo tepore primaverile, di margherite, cannella e caffè caldo. 


John Mayer - Battle Studies. L'estate mi ha regalato molteplici scoperte musicali. John Mayer, come già avevo raccontato, lo devo tutto a Veronica, che ne ha cantato l'amore in un suo post dopo il concerto dei Rolling Stones. Tanto amore meritava sicuramente un po' di curiosità, sono andata su Spotify e da quel momento le mie giornate sono state piene delle melodie di John. Questo album ha il sapore delle giornate grigie e freschine della scorsa estate e della voglia di andare via, lontano. 



Matrimony - Montibello Memories. Questo album l'ho scoperto grazie a una blogger americana, della quale purtroppo non ricordo il nome, che dichiarava di essersi innamorata di questo nuovo gruppo, parlandone con grandissimo entusiasmo. Si sa che non sono immune all'amore e son dovuta correre ad ascoltarli. Se John Mayer è stato il compagno delle giornate più malinconiche, quest'estate, i Matrimony li ho ascoltati distesa al sole, cercando di assorbire tutto il caldo possibile. I Matrimony sono il mio amore per l'America, i gruppi hipster, gli zoccoletti svedesi e le file di lucine appese sotto il patio. 



Future Islands - Singles. Se dovete guardare uno solo dei video che vi ho messo qui, guardate questo, ve ne prego. Questa canzone è MERAVIGLIOSA. I Future Islands li ho scoperti da sola, vagando a caso su Spotify (sono dipendente dall'opzione "Artisti simili") e mi hanno entusiasmata come poche cose ultimamente. Tra l'altro pare che ci abbia anche visto giusto, perché questo album è in tutte le classifiche dei migliori album dell'anno. Ma in realtà non mi importa, questo disco è la pioggia al ritorno dalla Germania, la birra e i pretzel, e il frescolino di prima mattina, quando ormai è settembre. 



The Kills - Blood Pressures. Che i Kills fossero grandi, lo sapevo da tempo. Ma non me ne ero mai innamorata, chissà perchè. Poi sono andata a sentire gli Artic Monkeys, quest'estate, e loro aprivano la serata. Che botta, ragazzi. Il mio autunno rockettaro ha avuto solo loro come colonna sonora. Loro sono la mia anima rock, il giubbotto di pelle e la passione per i tatuaggi (che non ho). 


E voi, ditemi. Quali sono stati gli album del vostro 2014?

martedì 16 dicembre 2014

La playlist del Secret Santa!


Buongiorno, amici cari. Come sta andando il Secret Santa? Ho saputo che un po' di pacchettini sono partiti, qualcuno è già arrivato e c'è tanta emozione nell'aria. Ora speriamo solo che Poste Italiane non ci rovini la festa, eh. Ma noi siamo ottimisti di natura, vero? 

Grazie di aver partecipato a questo gioco, io mi sono divertita tantissimo. Vi chiedo di condividere le foto dei regalini sulla pagina facebook del blog, così mi diverto ancora un po'. Se non volete farlo voi, mandatemele e le condividerò io. 

Per finire, la playlist con le canzoni che mi avete inviato. Ho avuto qualche problema con le piattaforme, visto che alcune di quelle che mi avete suggerito non sono su Spotify, mentre Soundcloud ha delle versioni un po' diverse. Alla fine, ho scelto Soundcloud, anche se alcune tracce non sono proprio uguali all'originale. Spero che vi piaccia, per ascoltarla basta cliccare sull'immagine qui sopra! 

Se volete l'elenco delle canzoni, le potete trovare qui sotto. Sapete qual è stata la più citata? Last Christmas, ovviamente. Siamo proprio delle gran romanticone, eh? 


venerdì 12 dicembre 2014

Wishlist di Natale


Buongiorno, cari amici miei. In questo momento dovrei essere in viaggio per Bruxelles, pronta ad immergermi nell'atmosfera natalizia, bere birra, mangiare gaufres e godermi una nuova città. E invece no. Sono a casa, seduta davanti al computer, come ogni altro giorno. Il mio volo è stato cancellato e non mi è ancora passato il nervoso. Quindi ho deciso, per esorcizzare questo enorme giramento di scatole (seh, scatole, dovevate sentire cosa si diceva in casa l'altro giorno quando mi è arrivato il messaggio di Ryanair) con una lunghissima wishlist. La wishlist di Natale definitiva, mica come quelle del venerdì che uso per condividere desideri che so già che non si realizzeranno, questa è quella che scriverei a Babbo Natale se avessi ancora otto anni. Quella piena di cose che vorrei vedere sotto l'albero (che non ho, ma è uguale eh). Sonoramente consumistica, piena di cose costose, sommamente banale. Ma oggi va così, devo scaricare il nervoso, abbiate pazienza! 

1. Voglio il Crosley. Lo so, è una roba di design, il suono non è di qualità, fa un po' fighetto. Quello che volete, io lo voglio nel mio salotto.

2. Un buono acquisto da Melissa, perché è il negozio più bello del mondo, chevvelodicoaffare.

3. Un paio di ballerine di Marc Jacobs, quelle che ricordano un topino. Tempo fa, durante il Black Friday, quando Shoescribe le vendeva al 50%, ho tenuto il sito aperto per una giornata intera, andandomele a guardare e riguardare, ma non ce l'ho fatta a fare click. Ma il mio cuore è sempre pieno d'amore per loro, che sia chiaro.

4. Il cofanetto Backup di Jovanotti uscito tempo fa, quello con CD, DVD, libro, dolce, caffè e ammazzacaffè. Quelle cose che si regalano, mica uno se le compra neh.

5. I libri 1001 album e 1000 luoghi da vedere nella vita. E tutti quei libri lì. Adoro.

6. La macchina fotografica Canon Gx7, perché è piccola, fa foto davvero belle e registra i video. Ché io ho bisogno di registrare video (no, non diventerò una youtuber...anche se...scherzo!).

7. Una candela di Diptyque, qualsiasi profumo tanto son tutti buoni. La amo da tempo, ma c'è sempre quel blocco psicologico nello spendere 50 euro in una candela, sapete com'è...

8. Un profumo di Serge Lutens. Anche lì, mi piacciono praticamente tutti. E i nomi, vogliamo parlare dei nomi? La fille de Berlin, Five o'clock au gingembre, un bois vanille...no, dico, parliamone eh.

9. I cofanetti di tutte le mie serie preferite, in questo periodo vorrei Game of Thrones, How I met your mother and Sons of Anarchy. Domani mille altre, senza ombra di dubbio. 

10. Un paio di cuffie fighissime. Ne possiedo già un paio, comperate tempo fa, ma non sono molto soddisfatta. Queste potrebbero andare bene, grazie Babbo Natale. Troppo gentile. 

11. Ho l'ossessione per i libri di cucina. Sogno una libreria apposita per ospitarli tutti, lì tra il frigorifero e il muro. Ne ho già tanti, ma per non farli sentire soli si potrebbe aggiungere Fragole a merenda di Sabrine d'Aubergine, no?

12. Come ho scritto anche nella wishlist per Rita di Faccio e Disfo, la fotografia di Bob Dylan e Suze Rotolo. A forza di dirli, i desideri diventano realtà, ne sono sicura. (Psst, Babbo Natale, questo è quello che desidero più di tutto, eh!)

13. E per chiudere in bellezza, un cesto di prelibatezze. Adoro i cesti natalizi, quelli pieni di cose buone da mangiare. Ma mica quelli della Coop, eh, con zampone e spumante industriale. No, io voglio un cesto fighissimo. Una confezione regalo di Romanengo, magari. Oppure un bel cestone con panettone artigianale di pasticceria, spumante Les Cretes e dolci esagerati.

Poi anche la serenità e la pace nel mondo, certo. Ma oggi, Babbo Natale, se mi portassi una delle cose sopra sarei più contenta. Poi domani mi passa e torna tutto come prima, prometto. 

mercoledì 10 dicembre 2014

In viaggio con Michela: Central Park

Oggi Michela ci fa un regalo di Natale in anticipo e ci porta in uno dei posti più fighi del mondo, come dice giustamente lei: Central Park. Questo post è una lunga, meravigliosa passeggiata virtuale in un posto così bello che è difficile trovare le parole per raccontarlo, ma Michela ci riesce perfettamente. Buona lettura!

In autunno ho cuore e mente volti a ovest, uno spleen a stelle & strisce pervade la mia anima, se poi leggo post come questo allora ciao, la nostalgia mi assale e la tentazione è prenotare il primo volo. Iphoto scorre a ripetizione con le bellissime immagini di New York ed io sogno, perché no, un anno sabbatico nella Grande Mela. Lo so, un anno è lungo, facciamo tre mesi?


Ricordando questo viaggio e ciò che più di tutto mi aveva entusiasmato mi salta in mente Central Park e la biciclettata iniziata al parco, proseguita lungo l'Hudson River e terminata a Midtown. Girare New York in bicicletta e sentirsi piccoli come moscerini è normale, ma essere anche a proprio agio penso sia sensazionale.


Central Park è tra i posti più fighi del mondo. Una moltitudine di colori e profumi dove basta un libro e un plaid per essere felici. Un luogo per tutte le stagioni in cui difficilmente ci si annoia e perdersi è impossibile: ogni lampione riporta un codice, le prime due cifre indicano la strada più vicina e le ultime il lato, est oppure ovest del parco. Qualche numero? 340 ettari di estensione rigogliosa, 500 mila alberi le cui fronde attenuano il frastuono della metropoli, 30 ponti e archi, 93 km di viottoli, tre zone climatiche che ospitano cento specie di animali, 7 laghi e ben 9000 panchine.


Le attività sportive praticabili all’interno del parco sono più di venti, pattinaggio (in inverno anche su ghiaccio al Wollman Rink), tennis, pallavolo, croquet, nuoto, equitazione e bici sono solo alcune. Lo sport più comune è il jogging, le mamme newyorkesi lo preferiscono con i bugaboo, ebbene sì, corrono spingendo passeggini! Se a tutto questo si aggiunge che in inverno si fa sci di fondo e in estate si va in gondola, non viene voglia di trasferirvi all'istante? Ah, ci si può pure sposare o imbattersi in un set cinematografico. Pura magia, siete d’accordo? Non a caso è il parco più famoso del mondo.


La domenica si fa il brunch al Loeb Boathouse, nell'insenatura del lago The Lake e dopo mangiato si noleggia una barca a remi per una gita romantica. Voglia di un picnic? The Great Lawn oppure Sheep Meadow sono l'ideale, enormi prati verdi, dove può capitare di assistere a gare di frisbee.
Per tornare bambini si può fare un giro sulla Carousel, la giostra con i coloratissimi cavalli antichi oppure ascoltare una favola davanti alla statua di Alice nel paese delle meraviglie o di Andersen, dove ogni domenica alle undici si tiene lo "Storytelling Hour", lettura di favole per i più piccoli. Non è meraviglioso?


Passeggiando a Central Park si scoprono così tante meraviglie che serve una settimana intera per non perderne nessuna. Il Belvedere Castle, il viale di olmi The Mall con le statue di grandi artisti e letterati, Strawberry Fields dedicato a Lennon e Bethesda Terrace con la fontana Angels of the Waters. Una menzione particolare a due tra gli scorci che preferisco, Jackeline Kennedy Onassis Reservoir, dove aspettare il tramonto e Bow Bridge, il ponte più rappresentativo del parco che collega il bellissimo bosco The Ramble con Cherry Hill.

E un giro in carrozza non lo vorreste fare? Io sì, è nella to do list per la prossima volta!

venerdì 5 dicembre 2014

La mia canzone di Natale preferita

Per il progetto del Secret Santa vi ho chiesto di indicarmi la vostra canzone preferita. Mi sono divertita moltissimo a leggere i titoli delle canzoni che mi avete inviato, cercando di associarle alla vostra personalità e compilando una playlist davvero variegata, che spazia da classici senza tempo a pilastri anni '80, passando per canzoni indie poco conosciute. Verrà fuori fighissima, 'sta compilation di Natale del blog, lasciate che ve lo dica.


Nel leggere le vostre, mi sono messa a pensare a quale fosse la mia canzone di Natale. Devo dire che ce ne sono diverse, ognuna associata ad un periodo preciso della mia vita. Merry Xmas (War is over) di John Lennon è la canzone dei miei sedici anni e del primo fidanzatino. Fairytale of New York dei Pogues è la canzone dei miei anni universitari, quando ascoltavo solo musica inglese indipendente e indossavo fierissima il mio primo paio di Dr. Martens. River di Sarah McLachlan è quella del mio periodo canadese, fatto di freddo intenso e cioccolata calda alla menta. It's beginning to look a lot like Christmas, cantata da Bing Crosby, è la mia canzone di adesso, periodo in cui per me i brani di Natale devono essere rigorosamente vintage (un po' come me). 


Ma se dovessi sceglierne una, solo una canzone di Natale e basta, beh allora sceglierei Do they know it' s Christmas? dei Band Aid (quelli del 1984, ovviamente). Il 1984 è stato un anno particolare e quel Natale ancor di più. Avevo appena perso la mia nonna adorata, mancata improvvisamente in una notte cupa, senza che io potessi dirle addio. Il giorno prima ero una bimbina felice che pensava ai regali di Natale, quello dopo una ragazzina disorientata la cui mamma piangeva, ogni sera mentre le dava la buonanotte. Non ci sono stati regali di Natale quell'anno, solo un astuccio pieno di penne glitterate che desideravo da morire e che credo di aver conservato, da qualche parte a casa dei miei. 


Un regalo però lo avevo avuto. Questa canzone. Io amo la musica da sempre, fin da bambina, quando ascoltavo le canzoni di Celentano in macchina con i miei, cantandole a squarciagola. I miei gusti musicali sono mutati col tempo, cambiando insieme alle mie evoluzioni personali, ma la musica non mi ha mai abbandonata. Mai un secondo. Nel 1984 ero in piena fase di scoperta della musica inglese, che per me all'epoca voleva dire Duran Duran, U2, Wham!, Police, Culture Club, Paul Young. E loro c'erano tutti, in quella canzone e in quel video, che io ho consumato senza sosta passando ore aspettando che Deejay TV lo mandasse in onda (ah, che duuuuura la vita senza YouTube). Conosco ogni parola della canzone, ogni fotogramma del video, ogni nota del mio regalo speciale per quel Natale così triste e oggi mi va di ascoltarmela ancora una volta.

mercoledì 3 dicembre 2014

Due anni di blog e un immenso grazie!


Come detto la scorsa settimana, questo blog ha compiuto due anni. Due anni sono davvero pochi, ma questo blog mi sembra di averlo da sempre. Se mi guardo indietro, non riesco a ricordarmi come fosse la mia vita senza. Un po' più vuota, sicuramente. Anche un po' meno bella, senza dubbio. E non smetterò mai di ringraziare il destino, per questo.

Sapete com'è nato questo blog? Non credo di averlo mai raccontato. Era il lontano 2012, praticamente una vita fa, ed io ero negli Stati Uniti, persa a godermi uno dei viaggi più belli mai fatti. Condividevo su Instagram le foto di quei giorni e s'era creato un dialogo quasi quotidiano con Camilla di Zelda was a writer, che metteva like e commentava le mie foto. Finché un giorno non mi ha chiesto: "perché non racconti il tuo viaggio su Zelda?". Dopo aver ballato da sola nella stanza, fatto quattro urletti di gioia al cane, saltellato qua e là a caso per la casa, le ho risposto di sì, mandandole di getto il mio racconto degli Stati Uniti, che si è poi trasformato in una serie di post per il mio blog preferito (ancora non ci credo, se ci ripenso). E il fatto che Camilla avesse apprezzato quello che scrivevo, mi ha spinta ad andare su blogger, digitare A casa di Cindy come nome del blog e cominciare a scrivere. Senza più smettere, poveri voi. 

L'elenco delle cose belle che mi ha portato questo blog è pressoché infinito. La cosa più importante, quella per la quale non smetterò mai di ringraziare il destino e la fortuna, sono le meravigliose persone che ho conosciuto. Persone che riconosci come uguali, sorelle che non pensavi di avere, amiche che completano frasi da te iniziate, esattamente come avresti fatto tu, persone diverse da te e per questo incredibilmente ispiranti, contatti virtuali che si sono trasformati in abbracci, caffè, sorrisi, regali, lacrime di commozione, risate a crepapelle, panini condivisi, messaggi veloci per dire t'ho pensata, viaggi per conoscersi, tempo, energia, magia. Ognuna di queste cose ha un suo posto ben preciso nel mio cuore e non ne uscirà più.

Poi ci sono le persone silenziose, quelle che non pensi che ci siano perché non commentano, né ti scrivono, né si palesano. Ma che, quando meno te l'aspetti, ti mandano messaggi pieni di affetto e ti lasciano senza parole. Con questo post volevo dire grazie a tutti quelli che mi leggono e soprattutto a quelle persone lì, quelle che ci sono anche se non sembra. E grazie a coloro che, spinte dall'idea del Secret Santa, mi hanno scritto con entusiasmo e mi hanno dedicato parole bellissime.

Perché la sapete una cosa? Fino alla scorsa settimana, prima di iniziare l'avventura del Secret Santa, io questo blog stavo pensando seriamente di chiuderlo. Sto attraversando un periodo un po' difficile e per qualche motivo sentivo di non avere più niente da dire, mi sembrava di scrivere solo banalità, le statistiche di lettura stavano scendendo, mi stavo chiedendo se avesse ancora senso continuare a parlare di me. Ma grazie a voi mi son detta che sì, forse continuare a scrivere aveva un senso. Per me, per voi, semplicemente per stare insieme. Che poi è sempre, banalmente, la cosa più importante. Quindi, grazie, di cuore e, mannaggia a voi, vi toccherà leggermi ancora per un po'. 

lunedì 1 dicembre 2014

Tea for Two

Buon lunedì, amici miei. Ricominciamo la settimana con Daria e il suo Tea for Two. Are you ready? Let's go!


Questo post va a sostituirne un altro decisamente più crepuscolare e spedito alla Queen solo poche ore fa.
Non bisognerebbe mai scrivere 1) in una giornata uggiosa 2) in piena sindrome premestruale.
Oggi, essendosi verificate entrambe le condizioni, avrei dovuto stare lontana dalla tastiera e invece no, cocciuta, mi sono messa a scrivere.

Non vi capita mai di scrivere e buttare via?
A me sempre, con tutto. Da una minchiatina di post su facebook a una lettera, dal testo di una canzone al post di un blog, da un racconto a un banale sms.
Fatemi vedere da uno bravo.

E poi controllo mille volte che non ci siano errori ortografici. Dio, che male al cuore mi fanno quelli.
Ma non sarà mica ansia di dover sempre avere tutto sotto controllo?
O, no no, ascoltatemi, non sarà invece paura di essere giudicati?
Oppure ancora non sarà pura e semplice ossessione maniacale?
E lasciati un po’ andare Daria, eccheccazzo.


Sto imparando tante cose, credetemi. Sto cercando di mollare un sacco di prese, di non arrabbiarmi, no, giuro, nemmeno in macchina dove in genere faccio scendere le bestemmie peggiori o, come dice Crosa, dove faccio venire giù anche i satelliti.
Sto cercando di guardare sempre il lato positivo, sì perché ormai è risaputo che la mente influisce sulla nostra vita in maniera sorprendente.
Se pensate sempre in negativo, se tendete a essere pessimisti, non potrete mai attirare positività.
Se, al contrario, pensate in positivo, elaborando proiezioni mentali di voi stessi felici e appagati, se provate a non odiare più gli altri, se tentate di abbandonare i pensieri negativi giorno dopo giorno, con costanza, allora le cose inizieranno a girare per il verso giusto.

Quando studiavo ero inciampata nel teorema di Thomas: “Se si definisce una situazione come reale, essa sarà reale nelle sue conseguenze”.
Fate voi.
E fatemi vedere da uno bravo.

P.S. Chiaramente ho scelto questo pezzo anche perché avevo voglia di sentire qualcosa di leggero, estivo, per poi pentirmene subito dopo e decidere di sostituirlo con un altro un po’ meno leggero ed estivo per propendere per qualcosa di più consono, però... Piantala Daria, lascia ‘sto pezzo e vai a guardarti un film.