giovedì 19 gennaio 2017

Andalusia (seconda parte)


Il titolo di questo post è impreciso. Avrei dovuto chiamarlo "Siviglia e una parte dell'Andalusia". Perché sì, come vi avevo già raccontato nel post della scorsa settimana, ho organizzato questa vacanza in maniera un po' approssimativa (vorrei si notasse come mi tengo alla lontana dalle parolacce) e non ho potuto godere appieno di tutte le meraviglie offerte da questa favolosa regione. 

Detto questo, organizzazione del cacchio a parte, una settimana per vedere l'Andalusia è decisamente risicata. Ci vogliono dieci giorni pieni, un bel giro itinerante e macchina e monumenti che volete assolutamente visitare prenotati prima. L'abc di ogni viaggio, insomma

Comunque, non tutto il male vien per nuocere. Anzi. Non avremo fatto la classica vacanza in Andalusia e ci saremo persi qualche paese e/o monumento fondamentale della zona, ma abbiamo vissuto a Siviglia come se fossimo residenti lì e abbiamo potuto dedicarle un sacco di tempo lento, che forse è quello che le si addice maggiormente. 

Detto questo, vediamo un po' questa terra in dettaglio.

Siviglia

Tra una cosa e l'altra, a Siviglia abbiamo passato un sacco di tempo, più di quello che avevo immaginato (usare il termine pianificato per questa vacanza, mi sembra francamente eccessivo). Come faccio sempre ultimamente, ho preso un appartamento tramite AirBnB: l'appartamento era questo, un piccolo monolocale colorato e pieno di luce nel quartiere di Triana, il vecchio quartiere gitano, culla del flamenco e della ceramica. 

Triana è un posto incantevole, pieno di stradine, negozietti, tapas bar frequentati da gente del posto, un mercato pieno di cose buone da mangiare. Insomma, ci si trova nel centro di una città di quasi settecentomila abitanti e sembra di stare in un paesino di campagna. Inoltre, Triana è a un passo dal centro, quindi si può andare a piedi ovunque. 

Di Siviglia ho amato tutto. Appena arrivata, ancora in preda alla stanchezza, non riuscivo a capire come le persone continuassero a scrivermi su Instagram di aver lasciato il cuore in quella città. Mi sembrava una città normale, una normale città spagnola. Ma passandoci del tempo ho capito dove si trovavano tutti quei cuori: nei sorrisi delle persone, nei tapas bar pieni di gente, nelle birrette a un euro e mezzo, tra i rami degli alberi d'arancio che permeavano con il loro profumo tutte le strade, nel cielo così terso da essere dipinto, nei colori degli azulejos, nella bellezza un po' ovunque. 

Per quel che riguarda le cose da vedere, c'è l'imbarazzo della scelta ovviamente. L'Alcazar mi ha riempito gli occhi di bellezza, della Cattedrale ho amato il giardino degli aranci, della Giralda ho odiato la folla e intravisto il panorama (dciamo che è più bello guardarla da giù), ho saltellato di gioia tra le sale dell'Archivio des Indias, non sarei più andata via da Plaza de España, su Las Setas sono salita tanto per far qualcosa e invece m'è piaciuto un mondo. E' bellissima Siviglia e ora c'è anche un pezzo del mio cuore laggiù

Cordoba

Siamo andati a Cordoba in giornata, con il treno, partendo da Siviglia. Il treno, comodissimo e con posto assegnato, ci mette più o meno un'ora e mezza ed è una soluzione perfetta perché si arriva velocemente e senza troppi sbatty (che era un po' il mantra della mia vacanza, diciamo). 

Siamo arrivati piuttosto presto al mattino perché era il 31 dicembre e la Mezquita, che noi volevamo assolutamente vedere, chiudeva anticipatamente. Quindi, il primo impatto con la città è stato un vento gelido e inaspettato, per noi che a Siviglia eravamo abituati a sole terso e 16/18 gradi di media. Ma il fastidio iniziale si è subito placato appena entrati nelle stradine della città vecchia: un labirinto di case bianche tra le quali perdersi sbirciando all'interno per scoprire cortili preziosi

La Mezquita, la cattedrale di Cordoba, è uno dei monumenti che mi hanno colpita maggiormente. Per chi non lo sapesse, si tratta di una chiesa cristiana costruita sopra una moschea, anzi praticamente dentro la moschea stessa. Questo fa sì che la chiesa sia un mix inaspettato tra elementi arabi e cristiani, con una cappella barocca traboccante di oro che si erge nel mezzo di una moschea buia. E' un luogo incredibile, non me ne sarei mai andata

Della Mezquita ho amato tantissimo anche il Campanile, sul quale siamo riusciti a salire per il rotto della cuffia, prima che chiudesse. Non è molto alto, poco affollato di gente, una bellissima vista della parte araba della città e della Mezquita. 

Malaga

Malaga mi ha fatto pentire di non aver fatto il giro itinerante e non aver potuto passare più tempo lì. Malaga m'è entrata dentro e m'ha lasciato la voglia di tornare, passarci del tempo, scoprirla a fondo, viverla pienamente. Purtroppo, ci siamo andati in giornata da Siviglia e il tempo a disposizione non era moltissimo.

Tempo che abbiamo impiegato unicamente a camminare, camminare, camminare. C'era un sole caldissimo, una luce così forte da abbagliare, musica, gente, movimento. Un'energia che si percepiva a ogni angolo. 

Mille cose ci sarebbero state da vedere, mille cose da fare, ma quelle che ho tentato di fare erano chiuse (il mercato di Atarazanas) oppure era troppo tardi (il Museo Picasso). Altre ho scelto consapevolmente di non vederle (l'Alcazaba), davanti ad altre (la casa natale di Picasso) ho sostato almeno mezz'ora indecisa su che fare, presa tra la voglia di entrare a conoscere qualcosa di nuovo o stare fuori a scaldarmi al sole (ha vinto il sole). 

Non so, credo di aver capito subito che a Malaga avrei fatto in modo di tornare e allora mi son presa del tempo lento per godermi la città. E la luce, mamma mia, la luce

Cadice

In ogni viaggio c'è sempre un momento di serendipità. M'è capitato un sacco di volte di trovare posti fantastici nei quali non avrei dovuto fermarmi, deviazioni improvvise, sbagli di strada. Questa volta è successo con Cadice, che non ho effettivamente trovato cercando qualcos'altro, ma che si è inserito nel programma del viaggio inaspettatamente una mattina in cui non avevamo voglia di metterci in macchina e fare troppi chilometri. 

L'abbiamo scelta a caso, perché è relativamente vicina a Siviglia (ci si può arrivare anche in treno, volendo) e perché c'è l'oceano. L'oceano smuove in me suggestioni indescrivibili e un fascino che mi innamora. Se in un luogo c'è l'oceano, guardo quel luogo con occhi dolci. 

Che Cadice faceva per me l'ho capito appena arrivata, scesa dalla macchina, quando ho sentito il tepore, ho visto la luce forte che filtrava tra le nuvole e i surfisti che aspettavano l'onda. Poi la mente si è riempita di immagini che mi riportavano a L'Avana e in Messico, quel profumo di mare fortissimo, il vento. Non so, che vi devo dire, mi sono innamorata perdutamente. 

Se andate da quelle parti, quindi, allungate il classico giro andaluso e spingetevi fino a Cadice. Troverete una cittadina fortificata fatta di vicoletti bui che si aprono su piazze tranquille, un mercato traboccante di pesce e di banchetti dove bere una birra e mangiare tapas, palazzi austeri che si aprono su cortili entusiasmanti, ristorantini con i tavoli colorati e tanta gente che si gode il tempo, faccia al sole. 

Granada

Quella a Granada è stata una giornata epica. La città non è propriamente vicina a Siviglia e fare avanti e indietro non è stato il massimo, ma vabbè. Il nostro obiettivo era unicamente l'Alhambra, perché sapevamo che non avremmo avuto molto tempo per vedere altre cose. Certo, gli unici biglietti che eravamo riusciti a strappare erano per il pomeriggio alle 16.30, quindi chiunque sarebbe riuscito a vedere un bel po' della città. Non noi, che i risvegli lenti in vacanza sono sacri

Quindi, siamo arrivati a Granada, abbiamo fatto un giro rapidissimo nel quartiere arabo, siamo stati risucchiati da una teteria/ristorante dove ci siamo ammazzati di cibo marocchino e tè alla menta, abbiamo scarpinato fino all'Alhambra dando un'occhiata a qualche negozio di souvenir e via, era già tempo di visita. 

Dell'Alhambra non sto a dirvi nulla: una magnificenza. Un tripudio di meraviglia e di bellezza, che abbiamo visitato al calar del sole, con una luce che rendeva tutto ancora più magico. Solitamente, se ho poco tempo a disposizione per vedere una città, tendo a lasciar perdere monumenti e/o musei, ma questo è davvero imperdibile, come mi ha detto chiunque mi abbia parlato dell'Andalusia. 

E poi è stato il momento di tornare a casa. L'ultimo giorno, prima di andare in aeroporto, lo abbiamo passato a Jerez de la Frontera a mangiar tapas seduti al sole (praticamente la nostra attività predominante di questa vacanza). Lasciare l'Andalusia è stata dura ma un po' di quel cielo terso, del tepore e della bellezza tutto intorno me lo son messo in tasca per affrontare il grigio di questi mesi.  

venerdì 13 gennaio 2017

I libri del mese scorso: dicembre


Buongiorno, amici. Certo che fare una rubrica di libri del mese precedente a metà del mese successivo è un decisamente poco professionale. Ah, ma questo blog è puro cazzeggio, quindi qui tutto è concesso! Allora, anche se ormai è già quasi ora di parlare dei libri di gennaio, dedichiamoci pure a quelli di dicembre. 

Avrei voluto pubblicare prima questo post, cosa sto qui a dirvelo, ma ho avuto delle incombenze molto importanti quali stare in vacanza, ammazzarmi di tapas, girare l'Andalusia, festeggiare l'Epifania al ristorante, passare l'ultimo weekend di festa a far l'amore col divano, ammalarmi, ricominciare a lavorare da ammalata, tutte cose insomma. 

Ma ora ci sono, forte e chiara, ed è tempo di lanciarsi a parlare di libri, che poi è una delle cose che preferisco fare al mondo. 

Libri letti

Dicembre è stato un mese dedicato a mille cose, ma di certo non alla lettura. Infatti, ho letto solo:

Incendi estivi - Giulia Sagramola
Trattasi di una graphic novel, ma vogliamo mica fare distinzioni? La volevo da tempo e me la sono regalata per Natale insieme ad alcuni altri libri che avevo in wishlist da tempo. Contrariamente a quanto faccio di solito con le graphic novel, non l'ho divorata in cinque minuti, ma me la sono centellinata. Racconta la storia di un'estate, due sorelle, l'amore, un incendio. Una storia semplice, un tratto inconfondibile. Io amo Giulia alla follia. 

Girl in a band - Kim Gordon
Kim Gordon è una delle mie icone indiscusse e questo libro, anch'esso lungamente desiderato, fa parte del suddetto regalo di Natale. Si tratta di un'autobiografia, in cui Kim parla di sè cominciando dall'infanzia e condividendo dettagli anche molto personali e profondi. L'ho amata molto soprattutto per questo, perché sincera e cristallina, senza alcun orpello letterario. Io ho sempre amato più lei dei Sonic Youth, quindi ho apprezzato in particolare la prima parte del libro, in cui si parla di Kim prima che nascesse il gruppo, ma è solo una questione mia. Lei è splendida sempre. 

Libri acquistati

Come già detto, a dicembre mi sono fatta un regalo di Natale sotto forma di pacco Amazon contenente qualche libro. I due sopra citati, dicevamo, a cui vanno aggiunti:

Leviatano ovvero la balena - Philip Hoare
Un libro consigliato con tale entusiasmo da Ilenia che non potevo non acquistarlo. Le balene mi affascinano da sempre e ho tanta voglia di imparare cose nuove, quindi quale libro più adatto?

Lotta Jansdotter's Everyday Style
Ho tenuto questo libro nel carrello di Amazon per tutto l'anno, spostandolo in "salva per dopo" e poi rimettendolo dentro per decine di volte, da quando ho cominciato a imparare a cucire con mia mamma. Seguo Lotta Jansdotter da tantissimo tempo, amo le sue geometrie, il suo stile pulito, le sue linee semplici. Mi piaceva l'idea che questo libro fosse incentrato su pochi modelli base, da variare semplicemente in lunghezza (nel caso di gonne e vestiti). Non ho ancora provato nulla, ma ho già le stoffe pronte e scalpitanti. 

Libri messi in lista

Tutto il nostro sangue - Sara Taylor, l'ho visto consigliato da troppe parti per non incuriosirmi. Provincia americana, famiglie devastate, alcol, droga, una roba pesa insomma.

Io e Mabel, ovvero l'arte della falconeria - Helen Macdonald, qui è nuovamente colpa di Ilenia, che lo ha messo tra i libri migliori del 2016. E' la storia dell'autrice del libro che, per guarire dal lutto per la morte del padre, decide di addestrare un falco. 

Attraversare i muri - Marina Abramovic, la sua autobiografia, nient'altro da dire. 

New York Drawings - Adam Tomine, un libro di illustrazioni su New York scoperto grazie alla mia amica Stefania.

Frida - Sebastien Perez e Benjamin Lacombe, un libro su Frida, punto. Basta questo. 

E voi, ditemi, cosa avete letto, comperato, amato a dicembre?

martedì 10 gennaio 2017

Andalusia (prima parte)


Mamma mia, quanto tempo. E' proprio vero che la scrittura, come del resto un po' tutto nella vita, è questione di allenamento e devo dire che ho fatto un po' di fatica a cominciare questo post. Mi sembrava di avere la testa vuota, niente di interessante da dire, nessuna parola da mettere in fila. Poi ho cominciato a scrivere e vediamo cosa viene fuori. 

Come ben sapete se mi seguite qua e là sui social, sono stata in vacanza in Andalusia. Siamo partiti dopo Natale e tornati prima dell'Epifania, otto giorni di completo, totale, rilassante riposo, in un clima fantastico, in mezzo a gente sorridente, senza doverci preoccupare di nulla (a parte la macchina che ci ha lasciato a piedi, ma vabbè). Quindi è andato tutto benissimo ed è stato tutto perfetto. E l'Andalusia m'è piaciuta tanto, ovviamente.

Ho realizzato quanto fossi stanca prima di partire quando, una volta in Spagna, mi sono resa conto di come avevo organizzato il viaggio: dovrei usare una parolaccia, ma non lo faccio mai qui, ma credo abbiate capito. La meta era stata decisa a Trieste, durante le nostre vacanze estive. Al ritorno da quelle vacanze, in settembre, avevo prenotato i voli e poi me ne ero completamente scordata. Sapevo che saremmo andati in vacanza, ma non mi sono preoccupata di nulla

Contrariamente alla mia natura di organizzatrice precisina che prepara file excel per ogni aspetto della vacanza, non ho fatto nulla. La necessità di dover partire si è palesata all'orizzonte nel delirio del natale e della stanchezza di fine anno. Mi sembrava un'impresa epica anche solo cercare degli alberghi su booking. Affittare una macchina era come scalare l'everest. Non riuscivo a impegnare il mio cervello in niente. Nulla, zero. A pensarci ora mi sembra assurdo, ma ero davvero stanchissima.

Quindi ho preso delle decisioni a caso, tipo quella di affittare una casa per tutto il periodo a Siviglia e poi muoverci da lì. Senza calcolare le distanze, ovviamente. E vabbè l'Andalusia non sarà mica la California. Senza però prenotare la macchina, che lo facciamo da lì no? Senza prenotare le visite ai monumenti, che ci sarà mica tutta 'sta gente no? Ma no figurati, Cinzia, vai in vacanza solo tu tra Natale e Capodanno. 

Dopo aver fatto mezza mattinata di coda per entrare all'Alcazar di Siviglia, ho capito quanto sarebbe stato importante accendere il cervello prima della partenza. Fortunamente, mio marito non si lamenta mai (anche perché demanda TUTTA l'organizzazione a me, se pure mi trovasse da dire lo ucciderei) e accetta tutto senza problemi. E alla fine, forse, questa organizzazione sciuè sciuè non è andata così male. Oppure, molto semplicemente, l'Andalusia è così bella che sa farsi voler bene in ogni modo. Anche in quello un po' improvvisato che avevo scelto io. 

Perché sì avrò perso cose fondamentali, non avrò visto quel museo, quel monumento, quel locale, provato quel cibo, fatto quella cosa, visto quel paesino arroccato, ma l'Andalusia comunque m'è entrata dentro nel cuore, dentro dentro, giù in fondo, sgomitando e conquistandosi un posto di favore insieme ad altri posti visitati in passato. E con lei pure la Spagna, che avevo sempre trattato in maniera un po' freddina. 

Prima di visitare l'Andalusia, avevo solo trascorso tre giorni a Barcellona, impegnata più a passare del tempo con delle amiche che studiavano lì che a vedere la città, e altri tre a Madrid, che avevo amato molto ma vedevo come entità a sè, come una grande città al pari di Parigi o Londra, separata dalla nazione in cui si trova. Questa settimana nel sud della Spagna mi ha fatto innamorare perdutamente di questo paese, delle sue abitudini così lontane dalle mie (io ceno solitamente alle 19.30, non dico altro), della sua bellezza a volte sfrontata a volte tenuta nascosta dietro i portoni dei palazzi, della gente sorridente, rumorosa, piena di vita. 

Ho capito che la mia indifferenza verso la Spagna era solo dovuta al fatto che non avevo trascorso abbastanza tempo lì, che non le avevo dato il tempo di conquistarmi. E ho capito che spesso è bello scegliere delle mete che ci affascinano meno di altre, perché è bello vedere ciò che si ama ma è altrettanto bello scoprire di amare un luogo che non immaginavamo e imparare qualcosa di nuovo su di sè. Che poi non è questo il motivo per cui si viaggia? 

(Ci sentiamo la prossima settimana con un post più pratico e dettagliato). 

mercoledì 21 dicembre 2016

Leggermente: Eccomi

Qualche giorno fa Elena mi ha fatto un piacevolissimo regalo di Natale, inviandomi un Leggermente del tutto inaspettato. Sapevo che stava passando un periodo di caos e credevo avremmo ripreso la rubrica a gennaio. E invece ecco la mail ed ecco la recensione di un libro che ho visto ovunque, nei mesi scorsi. Si tratta di Eccomi, il nuovo libro di un autore che, come dice Elena, non è propriamente incluso nei miei preferiti. Io e certi scrittori americani contemporanei abbiamo un rapporto un po' turbolento, mettiamola così. Però sono contenta che ne abbia scritto Elena, del cui giudizio mi fido ciecamente. Chissà, magari un giorno potrei anche lanciarmi nella lettura di questo libro. Ora lascio la parola a lei. Buona lettura! 

Ben ritrovati a tutti, comincio subito scusandomi per il mese scorso. Non c'è stato nessun Leggermente a Novembre poiché, sebbene sia da sempre il mio mese preferito, credo che a sto giro sarò costretta a cambiare idea: ho inanellato una serie di sfighe e intoppi che il tempo (e il modo) di leggere e scrivere proprio non sono ruscita a trovarlo.

Comunque, l'ultimo romanzo di cui ho parlato qui era Denti bianchi, di un'autrice adorata da Cindy e, fino ad allora, conosciuta da me solo di nome. Oggi è la volta di uno dei casi editoriali del 2016 (per non dire IL caso editoriale): intendo Eccomi di Jonathan Safran Foer che, se non sbaglio, la padrona di casa non ama granché.


Il primo libro che ho letto di questo autore è stato Molto forte incredibilmente vicino: l'ho adorato, sfogliato mille volte, riletto a tratti, sottolineato (più di quanto non lo fosse già di suo), consigliato e regalato. Poi è stato il turno di Ogni cosa è illuminata e infine di Se niente importa. Mi sono piaciuti tutti, in modi differenti hanno parlato al mio cuore, in modi differenti sono rimasti dentro di me, indisturbati.


Per quanto riguarda il libro di oggi sono estremamente confusa. La prima parte mi ha rapita: nonostante le dimensioni e il peso non proprio da tascabile ho trasportato questo grande libro giallo ocra un po' ovunque. Matita alla mano e foglia secca come segnalibro ho sottolineato frasi intere, ho riletto passaggi meravigliosi che sembravano proprio togliermi le parole di bocca, ho creduto spesso (cosa che mi succede ogni volta e non penso di essere la sola a cui capita) che quelle pagine parlassero a me di me, ho sperato che continuasse così fino alla fine.

Ora, non so dire se abbiano influito il blocco del lettore che ha contraddistinto questo mio anno o gli eventi infausti di cui sopra, ma la seconda parte di Eccomi, quella centrale per intenderci, ha indebolito piano piano il mio interesse fino quasi a soffocarlo del tutto, facendomi arrancare nella lettura per un sacco di tempo.


Niente paura però, ci siamo ripresi sul finale e, continuando a seguire il filo logico del periodo incasinato, forse il fatto che negli ultimi giorni la situazione familiare stesse migliorando (giusto per chiarire, nulla di tragico, mia mamma si è malamente rotta un braccio, ha subito un intervento e ha avuto bisogno di parecchia assistenza all'inizio della convalescenza) ha facilitato anche il mio rapporto con la lettura con questo libro in particolare.

Le sottolineature a matita sono tornate e il mio personalissimo giudizio finale è positivo perché, se non altro per le prime duecento pagine, è impossibile secondo me rimanere indifferenti davanti a certe frasi.


Non mi resta, dunque, che salutarvi con la citazione di oggi, anche se, lo ammetto, scegliere è sempre difficile. Avrei potuto scrivere un Leggermente solo estrapolando pezzi e incollandoli qui, virgolettati, in corsivo, in grassetto o colorati di verde: sarebbe stato sicuramente il metodo più efficace per farvi respirare un po' dell'atmosfera che si sente leggendo questo libro.

Alla fine, però, ho deciso per questa:
"L'ampiezza della loro vita in comune rendeva impossibile condividere la loro unicità. Avevano bisogno di una distanza che non fosse un ritrarsi ma un tendere la mano".

venerdì 16 dicembre 2016

I libri di Natale del Secret Santa!


Buongiorno! Come stanno andando gli scambi di pacchetti? Avete già ricevuto il vostro? Avete già spedito quello che avete confezionato per il vostro destinatario segreto? Spero che tutto stia andando bene e che le poste ci aiutino a rendere questo Secret Santa ancora più bello e pieno di emozione. 

Come ho scritto qualche giorno fa su facebook, amo il Secret Santa perché mi nutro del vostro entusiasmo e della magia che aleggia su questo nostro gioco, ma lo amo soprattutto perché nessuno, nessuno mi chiede mai del pacchetto che deve ricevere, bensì si preoccupa di quello che dovrà arrivare a destinazione. Ciò dimostra che avete tutti compreso perfettamente lo spirito del Secret Santa e io ne sono felicissima (non che avessi dubbi, eh). 

Ogni anno, oltre al vostro indirizzo, vi chiedo di partecipare suggerendomi qualcosa di relativo al Natale. Due anni fa vi avevo chiesto la vostra canzone di Natale preferita e i vostri consigli ci hanno permesso di creare una bellissima playlist. Lo scorso anno è stata la volta dei film di Natale, grazie ai quali ho una lista di film da vedere che non ho ancora esaurito. Quest'anno, invece, vi ho chiesto di suggerirmi il vostro libro di Natale. 

Tra i più gettonati, manco a dirlo, ci sono Canto di Natale di Charles Dickens e Piccole Donne di Louisa May Alcott, ma il più citato, amato, ricordato in assoluto è Harry Potter. Alcuni di voi hanno citato dei titoli precisi, altri semplicemente Harry, qualsiasi libro, qualsiasi titolo. Non l'avrei detto, ma pensandoci le sue storie fanno davvero Natale. 

Alcuni di voi mi hanno mandato solo il titolo del loro libro di Natale, altri hanno voluto condividere con me qualcosa di più. Come Paola, che mi ha scritto questo e non potevo non condividerlo: "Un libro che riassuma il mio senso del Natale, un libro che quando l' aperto il mio OHHHH è arrivato fino al Polo Nord da Babbo Natale, un libro che leghi con un filo, rigorosamente rosso, il Natale di quando ero bambina a quello di adesso. Per me questo libro è l'Enciclopedia Illustrata degli animali,sai quei libroni grandi e pesanti, quelli con grandi pagine colorate e disegnate, ti ho allegato un'immagine. Me lo ricordo ancora il Natale in cui ho ricevuto questo libro. Un tempo le Enciclopedie erano libri preziosi da regalare solo in occasioni speciali, oggi forse non è più così ma il Natale scorso l'ho regalato a Camilla, e ne è rimasta affascinata esattamente come me tanti anni fa. Sono sicura che anche lei conserverà questo libro per sempre. Poi siccome proprio non ce la faccio a dirne uno solo, ti dico anche Harry Potter, uno qualsiasi, I libri di Harry Potter sono i Salgari degli anni 90/2000 e regalare un libro come questo significa donare l'amore per la letteratura e per me non c'è regalo più grande". Meritava vero? 

Ma i suggerimenti sono stati davvero infiniti, libri natalizi, libri per bambini, libri che con il Natale non hanno nulla a che vedere, libri che non sono natalizi ma contengono tutto il colore che normalmente associamo a questa festa. Eccovi la lista qui sotto:

I fratelli Kristmas - Giacomo Papi
Il libro di Natale - Selma Lagerlof
Letters from Father Christmas - J.R.R. Tolkien
Il diario di Bridget Jones - Helen Fielding
Rover salva il Natale - Roddy Doyle
Un bambino chiamato Natale - Matt Haig
La cena di Natale - Luca Bianchini
Curarsi con le spezie
La regina della nevi - H.C.Andersen
Matilda - Roald Dahl 
Qualcuno con cui correre - David Grossman
Snoopy e i dodici giorni del Natale
Il privilegio di essere un guru - Lorenzo Licalzi
In mezzo scorre il fiume - Norman MacLean
Il signore degli anelli - J.R.R. Tolkien
Fanny - Erika Jong
Dire, fare, brasare - Carlo Cracco
Il Natale di Poirot - Agatha Christie
La vita che si ama - Roberto Vecchioni
Una piccola libreria a Parigi - Nina George
Le otto montagne - Paolo Cognetti
Che bello essere noi - Lella Costa
Caro Natale - Richard Scarry
Fuga dal Natale - John Grisham
Cime tempestose - Emily Bronte
Wildwood. Nelle profondità del bosco proibito - Colin Meloy e Carston Ellis

Non sto a dirvi che la mia wishlist è già cresciuta in maniera esponenziale. Spero abbiate trovato anche voi qualche titolo che vi ha incuriosito o magari qualche altro che vi ha fatto tornare in mente vecchi ricordi. Buon Natale e Buon Secret Santa a chi vi ha partecipato. E' sempre bellissimo. 

martedì 6 dicembre 2016

I libri del mese scorso: novembre


Buongiorno, buongiorno, buongiorno, amici del mio cuor. Come va? Qui tutto bene, le musichine di Natale sono in loop, le lucine sono in ogni angolo di casa, la cannella la fa da padrone, insomma, è tutto perfetto. Novembre è finito ormai da qualche giorno ed è tempo di fare il punto della situazione sui libri del mese scorso. 

Pensavo di aver letto un sacco, ad essere onesta, poi quando ho tirato fuori il quadernino dove mi appunto i titoli ho visto che c'erano "solo" tre libri. Ci mancherebbe, un buon numero, niente da dire, ma è che avevo la sensazione di non aver fatto altro che leggere. Boh, mese strano novembre, strane sensazioni. Ma detto questo, passiamo alla lista dei libri che mi hanno fatto compagnia, in modo o nell'altro, lo scorso mese. 

Libri letti

Sylvia - Leonard Michaels
Come avevo scritto a ottobre, Sylvia l'ho comperato sull'onda dell'entusiasmo nei vari social, poi mi sono un po' pentita, poi ho letto un po' di recensioni ottime. Insomma, l'ho iniziato. M'è piaciuto molto, scritto benissimo, ambientazione - la New York di fine anni '60 - fantastica, però è una lettura un po' triste. Astenersi depressi, ecco. Però gran libro. 

Verde brillante - Stefano Mancuso
Questo libro, invece, l'ho preso grazie alle offerte kindle e letto subito, durante un viaggio in treno. Si tratta di un saggio che si interroga sul fatto che le piante siano intelligenti o meno. Ovviamente, la risposta è ovvia e il saggio è davvero interessante. Utilissimo per capire, una volta di più, quanto il mondo vegetale sia meraviglioso. 

Le otto montagne - Paolo Cognetti
Non sapevo dell'uscita imminente di un nuovo libro di Cognetti, quindi - quando l'ho visto in giro - è stata una sorpresa bellissima. Ovviamente, visto che di Cognetti ho letto e amato praticamente tutto, l'ho comperato immediatamente e letto centellinando le pagine, diversamente dalla mia abitudine. E' un libro meraviglioso, un grande inno d'amore per la montagna e una bella riflessione su cosa voglia dire essere amici e quanto sia complicato diventare grandi. L'ho appena finito, vorrei ricominciarlo da capo. 

Libri acquistati

Abc del sito per freelance - Francesca Marano
Nel mese di novembre sono stata bravissima e ho acquistato solo un libro (oltre al saggio sul mondo vegetale). Volevo astenermi completamente e non comperarne neppure uno, ma la mia amica Francesca ha pubblicato il suo nuovo e-book e dovevo farlo mio. In realtà, ho già il sito, realizzato da lei peraltro, ma c'è sempre tanta saggezza in quello che scrive Francesca che sarà comunque utilissimo, ne sono certa. 

Libri messi in lista

Non chiedermi quando: Romanzo per Dacia - Concita de Gregorio, aggiunto alla lista perché mette insieme due persone che ammiro molto. Non può che uscirne qualcosa di favoloso, no?

La zecca e la rosa - Maurizio Maggiani, perché Maggiani ha scritto un libro che ho amato molto, tanti anni fa (La regina disadorna) e perché qui parla di natura e giardinaggio. Perché non l'abbia ancora comperato proprio non so. 

The Italian Baker - Melissa Forti, l'ennesimo libro di cucina che aggiungo alla lista, ma sarò forte e non lo comprerò. L'ho aggiunto perché Melissa Forti è l'anima vitale di Melissa Tea Room & Cakes, un posto magico che si trova a Sarzana (una delle città dove vivrei, nel mondo che vorrei). 

Hygge: The Danish Art of Happiness, perché no?

A Year Between Friends, perché è il secondo libro fotografico nato dal progetto 3191 Miles Apart, che amo e seguo da tantissimi anni.

[La rubrica libri ascoltati l'abbiamo salutata, perché il tempo per ascoltare gli audiolibri non ce l'ho. E' stato bello Audible, ma non c'è posto per te nella mi vita]

Ma ora ditemi voi. Cosa avete letto questo mese? Cosa devo assolutamente mettere in wishlist? 

venerdì 2 dicembre 2016

Chiacchiere del venerdì

(foto Unsplash) 

Buongiorno, miei cari amici. Come state? Qui tutto bene, dai. Facciamo che non mi lamento, che è sempre l'atteggiamento migliore. La vita va avanti, il lavoro procede, la salute facciamo le corna, la famiglia tiene botta, la cagnolina corre e salta, gli amici sono vicini, insomma va tutto bene. 

Sentite già il Natale? Io decisamente sì. Un po' per via del Secret Santa, un po' perché per me il Natale inizia sempre prima (e al 27 dicembre vorrei dare fuoco a tutte le decorazioni), io sono già in piena atmosfera natalizia. Oggi metterò le lucine un po' dappertutto in casa e permetterò a me stessa di cominciare ad ascoltare le canzoni di Natale di Elvis. 

Nel frattempo, però, m'è venuta voglia di fare due chiacchiere con voi e ho deciso di scrivere questo post. Come sempre, è lungo come la Quaresima, ma voi mi volete bene e mi perdonate. Del resto, lo fate sempre e quindi io ormai ci marcio un po' su. Comunque, bando alle ciance, avete preparato il tè? Chiacchieriamo?

- l'evento di questo mese è senza la minima ombra di dubbio la gita a Bologna per la mostra di David Bowie. Per tutta una serie di questioni che non sto a dirvi, tra cui scarsa pianificazione, traffico avverso e sfighe varie, abbiamo seriamente rischiato di non riuscire a vederla. Quindi, quando sono entrata, ero ancora in agitazione e mi sono calmata solo dopo un po'. A tutta questa agitazione s'è aggiunta la commozione e la felicità di essere lì e quindi, insomma, sono stata un groviglio di emozioni per tutto il tempo. Comunque, mostra bellissima, bellissima, bellissima, meno male che era anche un po' buia così non si vedeva il lacrimino. 

- la gita a Bologna è stata anche l'occasione per fare un giro in città, che non visitavo dalla gita di terza media (durante la quale ero molto più interessata al ragazzo alto di terza D che a guardarmi intorno, cosicchè della città non ricordavo nulla). Purtroppo, il tempo tiranno e le varie sfighe di cui sopra ci hanno permesso di fare un giro veloce, dal quale ho dedotto che Bologna è una città bellissima e io ci devo assolutamente tornare. Perché non ci siamo fermati di più? Ma perché dovevamo andare a Reggio Emilia, abbracciare la mia carissima amica Lucia e sfondarci di tigelle, che domande! 

- gli abbracci questo mese si sono sprecati, perché ho anche colto l'occasione di una veloce gita a Torino per vedere la mia amata Valeria, perdermi tra gli scaffali di Melissa (mantendendo comunque un sorprendente controllo del mio portafoglio, cosa di cui vado piuttosto fiera) e conoscere finalmente la deliziosa Alice di Operazione Fritto Misto. Ed è incredibile, le persone che conosci online sono sempre esattamente come te le immagini. Mai una delusione, mai. Ah, che luogo meraviglioso, l'internet che frequento io. 

- per quel che riguarda la TV, questo mese - complici piogge, alluvioni, allerte meteo, malesseri vari, lavoro del marito e altro - ho consumato il televisore. Per quel che riguarda Netflix, sono reduce dalla classicissima maratona del weekend in occasione dell'uscita di Gilmore Girls (lo aspettavo da dieci anni, potevo farmelo scappare?), che è stato tutto un crogiolarsi nella nostalgia. Bello, bello, bello. Pure il finale, in cui ho letto esattamente quello che desideravo. Perfetto. Altra serie vista questo mese è stata Black Mirror (meh, nulla da dichiarare in proposito) e, alleluia alleluia, la settima stagione di Sons of Anarchy (non ne potevo davvero più, è una di quelle serie di cui hanno fatto almeno due stagioni di troppo, ma sono contenta di aver tenuto duro perché il finale è molto bello). 

- parlando di documentari, ho visto su YouTube Before The Flood, il documentario di Leonardo Di Caprio sul cambiamento climatico. Interessante, inquietante, da vedere: ti sbatte in faccia quelle cose di cui da secoli senti parlare, senza prestarvi troppa attenzione. Beh, in questo caso, almeno per quel che mi riguarda, ti rimangono piuttosto impresse, non c'è che dire. Poi ho visto Oasis - Supersonic, che non ho apprezzato molto perché l'ho visto in lingua originale senza sottotitoli e ho capito poco di più di fucking e fuck (peraltro ripetuto ogni due parole, ovviamente). Invece Beatles - Eight Days A Week m'è piaciuto da morire: mi sono commossa nel vedere quei quattro ragazzi giovanissimi far impazzire il mondo. E il loro ultimo concerto insieme? Lacrime e singhiozzi. Bellissimo, guardatelo. 

- lo stesso giorno in cui ho visto il documentario sui Beatles, ho visto Elvis e Nixon, il film che racconta l'incontro tra i due, perché Elvis voleva diventare agente segreto del governo. Non sapevo di questo episodio, ma è stato curioso vederlo subito dopo i Beatles perché si parla di loro e delle loro presunte dichiarazioni filo-comuniste e anti-americane. Bel film, trama scorrevole, Elvis fantastico ovviamente. E poi ho scoperto di avere un lieve debole per il figlio di Tom Hanks (perché sì, amo i bad boy alla Jess Mariano, ma anche i bravi ragazzi come Colin Hanks, che vi devo dire). Sempre nella stessa giornata, ho visto Alta Fedeltà. Un classico. 

- per quel che riguarda i libri, ci sarà un post apposito la prossima settimana. Per il resto, mi sono innamorata di questa iniziativa di Valeria e Katiuscia, una bellissima cartolina ideata da loro due, il cui ricavato va a Emergency. Mi sono commossa, quando ne ho letto su facebook. Del resto, sono due persone bellissime, non potevano che ideare qualcosa di speciale. 

-un'altra cosa bella è Patreon. Vi ho raccontato che sostengo Frannerd, ora ho aggiunto un altro dollaro al mese e sostengo Linda Tieu, un'illustratrice il cui lavoro mi piace molto (poi condivide un sacco di stampabili solo per i patreons, che figata). Amo Patreon perché permette, con una spesa davvero irrisoria, di avere un po' di bellezza in più nella propria vita. Ditemi voi se non c'è da essere felici!

- infine, quando si avvicina il Natale ma mi sembra ancora troppo presto per ascoltare la musica natalizia, metto su loro. E quindi, la colonna sonora negli ultimi giorni è sempre stata questa.